La Vecchia Osteria propone secondi piatti carichi di sapore in questa stagione in cui si ha bisogno di essere coccolati, anche culinariamente. La faraona e il cinghiale, tipici dell'area toscana sono affiancati dalla salama da sugo di Ferrara, una proposta inusuale e per palati esigenti, servita su un letto di puré di patate .
Il gusto veneto anche in Toscana
Il baccalà alla vicentina viene cucinato con il tradizionale Stoccafisso delle isole Lofoten, una particolare specie di merluzzo pescato a quelle latitudini (qualità Ragno), essiccato all'aria di quelle isole e importato già dalla metà del '500 dalla Serenissima Repubblica di Venezia.
Il nome stoccafisso deriva dal Germanico "Stock Fisch" - pesce bastone - perché l'essiccazione lo riduce di spessore e lo irrigidisce facendogli perdere tutta la parte liquida che lo compone. Nel tempo, dopo vari esperimenti e interpretazioni, passato attraverso ricette Ebraiche e diete Cristiane, abbiamo ora il piacere di degustare un piatto che riempie il palato di sapori e stimola il piacere della compagnia a tavola.
Gianluigi lo propone nel periodo invernale durante l'arco di tutta la settimana.
E' molto diverso dal baccalà sotto sale, molto in uso nella Toscana attuale, e i tempi di cottura sono più lunghi. Viene servito su una polenta fumante ( da qui l'antico detto "Poenta e baccaeà").
Il vino scelto che lo accompagna e che vuole essere una piccola provocazione è il Barbarano DOC dei Colli Berici di Vicenza, un vino rosso il cui vitigno originariamente - fino ad un paio di anni fa - si chiamava Tocai Rosso.